Vittorio Mottola
08 luglio 2019

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Sei stato inserito nel Registro Protesti della Camera di Commercio come protestato e ora hai difficoltà nell’ottenere un nuovo prestito personale?
Devi sapere che esistono diverse soluzioni per far fronte a questa situazione delicata: la migliore via percorribile che noi de IlQuinto.net ti indichiamo è quella della formula della cessione del quinto per protestati. Con questo articolo sapremo darti tutte le informazioni utili e valide sul tema.

 

Cos’è un protesto?

Il protesto è l’atto con cui l’ufficiale levatore, quale esso sia un notaio, un ufficiale giudiziario o un segretario comunale, dichiara la mancata accettazione di una cambiale tratta o il mancato pagamento di una cambiale, un vaglia cambiario o un assegno bancario o postale. Ogni mese i pubblici ufficiali autorizzati consegnano alla Camera di Commercio competente per territorio l’elenco dei protesti registrati. Nome, domicilio, luogo e data di nascita o denominazione e indirizzo sono gli elementi con cui il debitore contro il quale ogni protesto è levato viene identificato.

 

Cosa succede quando un protestato fa richiesta di un prestito?

L’Istituto di credito che esamina una richiesta di finanziamento effettua una serie di verifiche tra cui la consultazione del registro protesti, ossia un database contenente l’elenco di tutti coloro che sono stati protestati consultabile da coloro che intendono tutelarsi prima di entrare in rapporti economici con un determinato soggetto. Quando il richiedente è protestato il finanziamento viene negato.

 

Un protestato può ottenere un prestito?

La soluzione che consente al protestato di ottenere una nuova liquidità in tempi brevi e con maggiore facilità è la formula della cessione del quinto. La trattenuta della rata mensile pari, appunto, alla quinta parte della busta paga percepita dal soggetto finanziato garantisce la certezza dei pagamenti all’istituto bancario anche da parte di coloro che sono stati segnalati come protestati. Un’ulteriore sicurezza della corretta risoluzione del contratto viene data dal datore di lavoro che si occupa personalmente di versare le rate, quando il titolare del prestito è un dipendente pubblico o privato, e dall’INPS, nel caso in cui il beneficiario sia un pensionato.

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