Vittorio Mottola
15 maggio 2019

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Domanda negata: le ragioni

Hai ricevuto una risposta negativa da parte dell’istituto di credito al momento della richiesta della cessione del quinto? Vuoi conoscere il perché del rifiuto della tua domanda e sapere come comportarti per evitare che la stessa situazione si ripeta?
Le motivazioni possono essere molteplici e noi del IlQuinto.net abbiamo raccolto e analizzato di seguito le cause più ricorrenti:
• Stato di salute precario
• Giudizio negativo sull’azienda
• Sovraindebitamento del richiedente
• Assunzione recente
• Reddito mensile minimo
• TFR insufficiente

Stato di salute precario

L’istituto di credito è obbligato per legge a stipulare un’assicurazione rischio vita ma può negare la copertura assicurativa per la cessione del quinto quando il richiedente si trova in una condizione di salute non ottimale e presenta patologie invadenti, seri infortuni o gravi malattie.

Giudizio negativo sull’azienda

Un parere negativo sull’azienda è un altro fattore per cui la cessione del quinto può essere rifiutata. L’istituto di credito è obbligato per legge a stipulare un’assicurazione per la perdita del posto di lavoro che prevede una valutazione sul titolare basata su dati oggettivi come evidenti rischi di fallimento o stato di insolvenza e che potrebbe quindi non essere disposta a coprire il rischio. Inoltre, il prestito verrà difficilmente concesso se il numero dei dipendenti sarà minore di 16 persone.

Sovraindebitamento del richiedente

L’istituto di credito e le compagnie assicurative devono verificare la reputazione del richiedente, la sua reale possibilità di ripagare il credito e il rischio di sovraindebitamento dovuto al nuovo finanziamento concesso nelle banche dati di chi ha richiesto il prestito. Di conseguenza se dalle verifiche effettuate si evidenzierà una situazione di sovraindebitamento allora il cliente si vedrà negata la richiesta di credito.

Assunzione recente

La domanda di cessione del quinto può essere rifiutata a un dipendente pubblico e un dipendente privato in mancanza dei parametri esposti di seguito. Il dipendente pubblico dovrà essere stato assunto da almeno tre mesi se il contratto di lavoro prevede i tre mesi come periodo di prova, nel caso di un periodo di prova più corto o in sua assenza l’assunzione minima scenderà o si annullerà di conseguenza. Il dipendente privato dovrà invece essere stato assunto da almeno sei mesi nel caso in cui il lavoratore non abbia del TFR accantonato ad un fondo pensione, in questo caso l’assunzione minima si ridurrà con il superamento del periodo di prova.

Reddito mensile minimo

La somma rimanente dello stipendio o della pensione dopo l’addebito della rata della cessione del quinto e di eventuali altre trattenute presenti sulla busta paga o sulla pensione come mantenimenti e pignoramenti non deve essere minore di 514,00 €.

TFR insufficiente

Per i dipendenti di aziende private e parapubbliche uno degli elementi che viene esaminato per la concessione della cessione del quinto è l’ammontare del TFR che il dipendente ha accantonato presso l’azienda, presso il Fondo tesoreria Inps o presso un Fondo Pensione ad adesione collettiva o individuale. Se l’ammontare del TFR risulta troppo basso, allora potrebbe essere insufficiente per la concessione del prestito da parte dell’ente creditizio.

Come evitare un rifiuto della domanda

Per non incorrere in uno spiacevole rifiuto del prestito puoi rivolgerti a noi del IlQuinto.net. Sarà fondamentale inoltre prendere in seria considerazione tutte le informazioni appena esposte, presentarsi all’ente creditizio in maniera limpida e trasparente e raccogliere anticipatamente tutte le informazioni necessarie per far valutare positivamente la tua affidabilità creditizia.

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