Vittorio Mottola
21 maggio 2019

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Hai fatto ricorso alla cessione del quinto e vuoi sapere cosa succede quando avviene un cambio del datore di lavoro? Noi del Quinto.net con questo articolo ti aiuteremo a vagliare tutte le possibilità in cui il titolare, per un motivo o per l’altro, smette di essere tale. Vediamole insieme di seguito.

 

Licenziamento del lavoratore

La banca che ha concesso la cessione del quinto a dipendenti assunti da aziende di diritto privato o parapubbliche che hanno richiesto il finanziamento per estinguere il debito si rifà sui loro Tfr.  Si possono presentare due circostanze: quella in cui il debito è superiore e quella in cui il debito è inferiore rispetto al trattamento di fine rapporto.

Nel primo caso il lavoratore avrà una trattenuta sulla busta con l’intero TFR maturato che verrà versato alla Banca e poi dovrà saldare la parte rimanente del debito con un bonifico bancario. Nel caso in cui il lavoratore non provveda al saldo allora interverrà la copertura assicurativa a saldare il debito con la banca e quest’ultima manterrà il diritto di rivalsa nei confronti del debitore che dovrà concordare con la stessa il pagamento. Il versamento potrà avvenire con qualsiasi mezzo come bonifici e bollettini postali. Nel secondo caso invece il dipendente avrà una trattenuta sulla busta paga della sola parte del TFR necessario ad estinguere il debito e il contratto si riterrà concluso.

 

Cambio di occupazione del lavoratore

Il dipendente ha scelto di cambiare impiego ma alla fine del rapporto di lavoro la somma trattenuta risulta insufficiente per il pagamento del debito. In queste condizioni il lavoratore, dopo aver sottoscritto il nuovo contratto di lavoro dovrà comunicare all’istituto di credito i dati per permettere a quest’ultimo di rinotificare il contratto di cessione del quinto per il pagamento della parte del dovuto che non si è riuscita a coprire con TFR che il precedente datore di lavoro avrà versato all’istituto di credito.

 

Fallimento aziendale

Quando il licenziamento del lavoratore è causato da fattori esterni quali il fallimento dell’azienda, il TFR verrà versato all’istituto di credito e se non sufficiente all’estinzione del debito la differenza verrà rimborsata dalla compagnia assicurativa che comunque manterrà il diritto di rivalsa e con la quale bisognerà concordare un piano di rientro se la compagnia attiverà le procedure per la rivalsa.

 

Cessione di ramo d’azienda o fusione societarie

In caso di cessazione di rapporto di lavoro per passaggio diretto da una società ad un’altra o per fusione di due società, non ci sarà nessun cambiamento in quanto il TFR resterà in azienda e il contratto di cessione continuerà sulla busta paga del nuovo datore di lavoro.

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