Vittorio Mottola
10 dicembre 2019

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Una delle questioni più frequentemente poste agli agenti de IlQuinto.net riguarda la procedura da mettere in atto qualora si decida di procedere all’estinzione del debito residuo in una cessione del quinto e perciò di provvedere al rimborso della quota capitale ancora dovuta.

 

Rimborso con mezzi propri

E’ innanzitutto utile rimarcare, per non creare malposte aspettative, come la procedura d’estinzione del debito residuo debba di fatto avvenire attraverso mezzi propri, nel senso che, come già chiarito nell’articolo “Estinguere una cessione del quinto con TFR superiore al debito residuo”, molto difficilmente sarà possibile contare sulla disponibilità liquida del TFR accantonato per rimborsare la banca o la società finanziaria che ha erogato il prestito.

 

Calcolo estintivo

Su richiesta del debitore la banca o la società finanziaria predisporranno il calcolo estintivo: ovverossia l’importo da rimborsare per l’estinzione del debito. Tale importo avrà valore sino a una certa data, nel senso che si dovrà provvedere al rimborso attraverso bonifico entro la data fissata dal documento di calcolo estintivo. Qualora ciò non avvenisse si dovrà provvedere a un nuovo calcolo, anche questo a valere entro un preciso periodo di tempo.

 

Elementi di computo nel debito residuo

Fondamentalmente il calcolo estintivo non si discosterà molto dall’importo del debito residuo (quota capitale residua) evidenziato dal piano d’ammortamento previsto alla stipula del contratto di cessione del quinto, tuttavia potranno essere inclusi conteggi che aumenteranno o ridurranno l’importo documentato dal contratto.

Ciò che potrà aumentare l’importo del capitale residuo è l’indennizzo dovuto alla banca o alla società finanziaria per l’estinzione anticipata del debito che ammonta all’1% del debito residuo, a meno che la richiesta di rimborso non sia avvenuta nell’ultimo anno di rateazione, nel qual caso l’indennizzo scenderà allo 0,5%, e a meno che il debito residuo non sia inferiore ai 10.000 euro, eventualità che, invece, non prevede alcun indennizzo.

Al contrario ciò che potrà ridurre l’importo documentato dal piano d’ammortamento saranno le commissioni finanziarie o le commissioni accessorie legate all’originario numero di rate (ovverossia il costo di ciascuna operazione d’addebito) o, più in generale, le commissioni d’intermediazione o le spese di attivazione pratica, ma ciò dovrà essere valutato sulla base delle clausole del contratto stipulato, poiché il recepimento delle normative ha modificato, nel corso del tempo, il contenuto degli articoli dei contratti standard di cessione del quinto.

Da notare infine che, come spiegato in “Si può richiedere il rimborso delle assicurazioni quando si estingue una cessione del quinto”, non ci si potrà affatto attendere, nonostante alcune fonti affermino il contrario, che il calcolo estintivo comprenda in diminuzione anche i premi non ancora goduti delle assicurazioni obbligatorie stipulate per il perfezionamento d’un contratto di cessione del quinto dello stipendio.

 

Eventuali rate insolute

Essendo per normativa demandato al datore di lavoro il pagamento delle rate di ammortamento del debito, potrebbe accadere che, per disguidi amministrativi, alcune scadenze non siano state rispettate, perciò dovrà essere cura del debitore che provvede all’estinzione verificare eventuali incongruenze e regolarsi di conseguenza, con il datore di lavoro o con l’ente finanziatore, affinchè venga risolta ogni sospensione. Altresì sarà necessario avvisare il datore di lavoro della richiesta d’estinzione del debito così che provveda a interrompere il prelievo e il versamento del quinto dello stipendio.

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