Vittorio Mottola
19 dicembre 2019

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Spesso i dipendenti o pensionati pubblici che necessitano d’un prestito desiderano alcuni chiarimenti che consentano loro di optare tra due forme di finanziamento che possono apparire molto simili: il prestito pluriennale diretto e la cessione del quinto dello stipendio (o della pensione). Di seguito evidenzieremo alcune differenze che concernono la durata, i tempi di erogazione e la finalizzazione del prestito che potranno rivelarsi d’ausilio nel momento di operare la scelta tra prestito pluriennale e cessione del quinto.

 

La durata del prestito e i tempi d’erogazione

La cessione del quinto e il prestito pluriennale hanno la medesima durata massima del prestito: dieci anni, ovverossia 120 rate mensili d’ammortamento.

Al contrario, mentre la durata minima del prestito pluriennale è di cinque anni (60 rate mensili), la cessione del quinto dello stipendio può essere limitata inferiormente sino a 24 mesi.

Per quanto riguarda i tempi d’erogazione del prestito mentre per il prestito pluriennale i tempi di disbrigo saranno legati all’esame della pratica da parte dei funzionari dell’INPS una volta che questa sia stata inoltrata telematicamente, nell’ipotesi di cessione del quinto risulteranno standardizzati alle consolidate due settimane dalla formalizzazione della richiesta nelle mani dell’agente de IlQuinto.net. In questo senso possiamo ragionevolmente affermare che i tempi d’erogazione risulteranno più brevi optando per la cessione del quinto.

 

Finalizzazione del prestito

Per quanto cessione del quinto e prestito pluriennale siano pressoché identici per ciò che concerne l’ammortamento della rata mensile, che non dovrà oltrepassare il quinto dello stipendio e che verrà detratta direttamente dallo stipendio (per quanto non sia esclusa a priori nel prestito pluriennale la possibilità dell’addebito della quota mensile dal conto corrente), sono tuttavia differenti le indicazione per quanto riguarda la destinazione del prestito.

Nella cessione del quinto non è necessario precisare la destinazione della somma che si riceverà (prestito non finalizzato), mentre nel prestito pluriennale si dovrà allegare la documentazione attestante lo stato di bisogno e la spesa da sostenere a tale scopo che sia però inclusa nell’apposito regolamento che ne definisce precisamente le causali (prestito finalizzato).

E’ anche utile sottolineare che mentre nella cessione del quinto è necessaria a latere la stipula d’una polizza vita, nel prestito pluriennale è sufficiente un certificato medico di sana costituzione fisica.

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