Vittorio Mottola
12 dicembre 2019

Ciò che chiamiamo delega di pagamento è null’altro che una delle alternative creditizie che possono essere valutate da chi necessiti d’un prestito che non abbia carattere di specificità, ciò che noi de IlQuinto.net chiamiamo “prestito personale non finalizzato”.

La delega (delegazione) di pagamento assume le caratteristiche d’un finanziamento a fronte d’un ammortamento (rimborso) a rata costante il cui adempimento verrà delegato (da ciò deriva appunto la denominazione di delega di pagamento) al datore di lavoro del debitore.

 

Particolarità dell’istituto della delegazione di pagamento

La delega di pagamento è regolata dall’articolo 1269 del Codice Civile che recita: “Se il debitore per eseguire il pagamento ha delegato un terzo, questi può obbligarsi verso il creditore”. Risulta evidente dalla lettura della norma che non sussiste alcun obbligo da parte dell’eventuale delegato (in questo caso il datore di lavoro) ad aderire alla delega di pagamento, la cui adesione diventa perciò decisiva per il perfezionamento del contratto.

Ciò implica che la motivazione addotta dal datore di lavoro per giustificare la mancata adesione alla delegazione costituirà ragione d’impedimento per ottenere un prestito con delegazione di pagamento.

 

Cosa fare in caso di mancata adesione da parte del datore di lavoro

A parità di adempimenti per quanto riguarda le polizze assicurative richieste (segnatamente polizza vita e polizza che tuteli dalla perdita del lavoro) e ciò che concerne la capienza del TFR accantonato, il limite della mancata adesione del datore di lavoro che compromette la stipula d’una delega di pagamento può essere facilmente oltrepassato grazie a un contratto di cessione del quinto dello stipendio. Quest’ultimo non implica alcuna adesione del datore di lavoro, che diventa obbligato all’adempimento del versamento delle rate di ammortamento previste dal contratto non appena l’accordo di cessione del quinto gli venga notificato.

Perciò noi de IlQuinto.net consigliamo vivamente questa alternativa proprio perché il perfezionamento del contratto di prestito è del tutto indipendente dal fattore aleatorio dell’accettazione del terzo delegato, necessitando del solo consenso della banca o società finanziaria e del lavoratore dipendente.

 

Doppio quinto

La delega di pagamento diventa però questione meno scavalcabile quando il lavoratore necessiti d’una somma di denaro più cospicua, tale che la rata d’ammortamento preventivata oltrepassi il quinto dello stipendio. In codesti casi la delega di pagamento affiancata alla cessione del quinto si rivela lo strumento migliore per ottenere un prestito tale che la rata di rimborso possa raggiungere persino il 40% dello stipendio netto mensile. La tipologia d’un simile contratto viene generalmente identificata col termine doppio quinto,  poiché la rata ammonterebbe a due quinti dello stipendio, il primo quinto fissato da una cessione del quinto e il secondo quinto da una delega di pagamento.

Tuttavia, ancora una volta, la possibilità d’aderire alla delega di pagamento sarà, come già visto, subordinata all’accettazione del vincolo di pagamento da parte del datore di lavoro.

Nel caso in cui non sia possibile incontrare tale adesione il doppio quinto non sarà perfezionabile.

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